Giuseppe Catapano: Abortire in Italia è difficile

giucatap461Aborto troppo complicato in Italia. Prassi complesse, medici e personale ospedaliero non posti in condizione di fare adeguatamente il proprio lavoro, difficoltà ad accedere ai trattamenti accentuate in alcune zone del paese. Lo ha affermato ieri il Consiglio d’Europa accogliendo un reclamo collettivo presentato dalla Cgil. Lo Stato italiano, dunque, viola  i diritti alla salute e della non discriminazione delle donne che vogliono interrompere la propria gravidanza. E dei medici non obiettori che subiscono ritorsioni da parte di quelli obiettori. Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio ha criticato il modo in cui viene applicata nella pratica la legge 194 del 1978.  Ha constatato innanzitutto una  violazione dell’articolo 11 della Carta sociale d’Europa inerente i rischi considerevoli per la propria salute e il proprio benessere che le donne possono incontrare, quando l’accesso ai servizi ospedalieri per l’interruzione volontaria della gravidanza è reso difficile dalla carenza di personale e dalla mancanza di misure adeguate di compensazione, cioè di servizi alternativi forniti dalle regioni. In secondo luogo il Comitato ha rilevato una diversità di trattamento in due punti (in conflitto con la Carta all’articolo 11 e all’articolo E). Il primo, fra le donne incinte che possono accedere all’aborto autorizzato e quelle nella medesima situazione, che però per motivi geografici o socio-economici non possono accedere allo stesso trattamento.

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