Sono stati convalidati oggi gli arresti di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Imacolata Chaouqui (già scarcerata per la collaborazione prestata alle indagini), che in passato erano stati rispettivamente segretario e membro della Cosea (Commissione referente di Studio e indirizzo sull’organizzazione delle Strutture Economico-Amministrative della Santa Sede, istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato).
Sarebbero loro dunque i «corvi» che avrebbero fornito ai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori di due libri di prossima uscita, documenti riservati sulle finanze della Santa Sede e registrazioni di colloqui del Papa con alcuni collaboratori. I “libri annunciati per i prossimi giorni”, a partire da “notizie e documenti riservati”, sono “frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata”, afferma il Vaticano in chiaro riferimento a “Via Crucis” di Nuzzi e “Avarizia” di Fittipaldi, sottolineando che il pm vaticano sta riflettendo su azioni di natura penale con l’Italia e chiarendo che “bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa”.
“La divulgazione di notizie e documenti riservati è un reato previsto dalla Legge n. IX dello Stato della Città del Vaticano (13 luglio 2013) art. 10 (art. 116 bis c.p.)”, sottolinea una nota della Sala Stampa della Santa Sede.
L’Osservatore Romano titola la notizia degli arresti in Vaticano con una frase del comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, peraltro riportato integralmente e senza nessun commento: “Grave tradimento della fiducia del Papa”.
L’Opus Dei: sorpresa e dolore per l’arresto di mons. Balda. “Sorpresa e dolore” per la notizia dell’arresto di monsignor Balda sono espresse dalla Prelatura Opus Dei che tuttavia tiene a chiarire che il sacerdote spagnolo non è un membro del proprio clero ma “appartiene alla Società Sacerdotale della Santa Croce, associazione di presbiteri intrinsecamente unita all’Opus Dei, che non ha il diritto di intervenire nel ministero pastorale né nel lavoro che i suoi soci svolgono nelle loro diocesi o nella Santa Sede”. “La missione dell’associazione è l’accompagnamento spirituale dei suoi membri”, spiega l’Opus Dei nella nota, facendo capire dunque che la Prelatura non ha avuto un ruolo sulla sua nomina e gli unici superiori di Vallejo Balda sono quelli della Santa Sede e il vescovo della diocesi dove è incardinato, che è quella di Astorga.
Mese: novembre 2015
Giuseppe Catapano: I dubbi dei tecnici su Imu e Tasi, “Limitate le possibilità di intervento dei comuni sulle entrate”
Il presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) Piero Fassino, loda la legge di Stabilità 2016 perché “cambia verso e non taglia i fondi per i sindaci” malgrado la cancellazione di Imu e tasi sulla prima casa. Ma i tecnici del senato e della camera, che analizzano l’articolato della manovra di bilancio, scovano un difetto che potrebbe essere tradotto così: i comuni, che riceveranno attraverso il fondo di solidarietà comunale i fondi sostitutivi del gettito Imu e Tasi promessi dal governo, avranno in sostanza difficoltà ad aumentare le tasse, o meglio non potranno farlo. Dicono i servizi bilancio di camera e senato: “l’aumento della dotazione del fondo di solidarietà comunale in sostituzione del gettito Tasi per gli immobili adibiti ad abitazione principale e, con riferimento alla sola Imu per i terreni agricoli, può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto si limita la possibilità di manovra dei comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”. Altro intervento sul quale il servizio bilancio esprime dubbi è il pagamento del canone Rai con la bolletta dell’enmergia elettrica: in particolare, nel dossier sulla legge di stabilità, si ritiene utile “verificare se sia tenuto conto dell’impatto sul gettito atteso di eventuali contenziosi in relazione a incerteze applicative che potrebbero derivare dalla nuova presunzione legale di possesso di apparecchio televisivo e dagli obblighi posti a carico di soggetti privati e non privi di rilevanza economica”.Per i tecnici, “non appare del tutto chiara”, inoltre, la formulazione della misura nella parte in cui “attribuisce le quote delle entrate del canone di abbonamento già destinate dalla legislazione vigente a specifiche finalità sulla base dell’ammontare delle predette somme iscritte nel bilancio di previsione per l’anno 2016”. Il chiarimento, sottolineano “appare opportuno sia al fine di escludere conseguenze pregiudizievoli per l’erario per l’eventualità in cui nell’esercizio 2016 si registrino minori entrate a titolo di canone sia al fine di evitare che il nuovo criterio di imputazione per gli esercizi futuri, in relazione alla destinazione di minori somme rispetto allo stanziamento per l’anno 2016, non sia in grado di assicurare adeguatamente la copertura degli oneri a cui il canone è destinato dalla legge”.
