Giuseppe Catapano: Depenalizzazioni, primo step

Crise financièreDepenalizzazione dei reati per i quali come pena è prevista una multa, come l’omesso versamento di contributi e ritenute da parte del datore di lavoro, purché sotto i 10 mila euro annui. Con alcune eccezioni, relative a reati non marginali: edilizia e urbanistica; alimenti e bevande; ambiente, territorio e paesaggio; sicurezza pubblica e dei luoghi di lavoro; giochi d’azzardo e scommesse; armi e esplosivi; finanziamento ai partiti; proprietà intellettuale e industriale. Disco verde a nuove sanzioni amministrative cosi determinate: sanzione amministrativa da 5 mila a 15 mila euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a sei mesi, da 5 mila a 30 mila euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a un anno, da 10 mila a 50 mila euro per i delitti e le contravvenzioni puniti con un pena detentiva superiore a un anno. Lo prevede lo schema di dlgs sulle depenalizzazioni approvato ieri dal Consiglio dei ministri nell’ambito di un pacchetto di misure in attuazione della legge 28 aprile 2014, n. 67. Nel pacchetto, due schemi di decreti delegati, uno recante appunto disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell’articolo 2, comma 2 della legge 67, l’altro con disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili, a norma dell’articolo 2, comma 3, sempre della legge 67/2014 (si veda altro articolo in pagina). Tre gli obiettivi indicati dal ministero della Giustizia: avere innanzitutto sanzioni più rapide, incisive ed efficaci, producendo quindi entrate che vengono effettivamente incassate dallo Stato e risparmi per i costi dei tanti procedimenti; decongestionare la giustizia penale da migliaia e migliaia di procedure lunghe, spesso inutili e costose; assicurare una più efficace repressione dei reati socialmente più gravi. «Abbiamo un diritto penale praticamente sconfinato: si parla di oltre 50 mila reati previsti dall’ordinamento. «Abbiamo deciso», ha spiegato il ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine della riunione, «che tutto quello che finisce con una multa lo facciamo passare attraverso un’attività amministrativa, anziché fare tre gradi di giudizio, penale o civile». Sulla depenalizzazione del reato di clandestinità, inizialmente prevista nella bozza di decreto (si veda ItaliaOggi del 5 novembre scorso), l’esecutivo ha invece deciso di attendere. «Questo reato», ha detto il Guardasigilli, «non è depenalizzato: immaginiamo che nelle Commissioni si svilupperà una discussione che credo sarà importante rispetto alla decisione finale che assumerà il Governo.

Lascia un commento