Giuseppe Catapano: I dubbi dei tecnici su Imu e Tasi, “Limitate le possibilità di intervento dei comuni sulle entrate”

L'EMICICLO DI PALAZZO MONTECITORIO OVE SI SVOLGONO I LAVORI PARLAMENTARI D'AULA. I SEGGI PARLAMENTARI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E I BANCHI RISERVATI AL GOVERNO

Il presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani)  Piero Fassino, loda la legge di Stabilità 2016 perché “cambia verso e non taglia i fondi per i sindaci” malgrado la cancellazione di Imu e tasi sulla prima casa. Ma i tecnici del senato e della camera, che analizzano l’articolato della manovra di bilancio, scovano un difetto che potrebbe essere tradotto così: i comuni, che riceveranno attraverso il fondo di solidarietà comunale i fondi sostitutivi del gettito Imu e Tasi  promessi dal governo, avranno in sostanza difficoltà ad aumentare le tasse, o meglio non potranno farlo. Dicono i servizi bilancio di camera e senato:  “l’aumento della dotazione del fondo di solidarietà comunale in sostituzione del gettito Tasi per gli immobili adibiti ad abitazione principale e, con riferimento alla sola Imu per i terreni agricoli, può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto si limita la possibilità di manovra dei comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”. Altro intervento sul quale il servizio bilancio esprime dubbi è il pagamento del canone Rai con la bolletta dell’enmergia elettrica:  in particolare, nel dossier sulla legge di stabilità, si ritiene utile “verificare se sia tenuto conto dell’impatto sul gettito atteso di eventuali contenziosi in relazione a incerteze applicative che potrebbero derivare dalla nuova presunzione legale di possesso di apparecchio televisivo e dagli obblighi posti a carico di soggetti privati e non privi di rilevanza economica”.Per i tecnici, “non appare del tutto chiara”, inoltre, la formulazione della misura nella parte in cui “attribuisce le quote delle entrate del canone di abbonamento già destinate dalla legislazione vigente a specifiche finalità sulla base dell’ammontare delle predette somme iscritte nel bilancio di previsione per l’anno 2016”. Il chiarimento, sottolineano “appare opportuno sia al fine di escludere conseguenze pregiudizievoli per l’erario per l’eventualità in cui nell’esercizio 2016 si registrino minori entrate a titolo di canone sia al fine di evitare che il nuovo criterio di imputazione per gli esercizi futuri, in relazione alla destinazione di minori somme rispetto allo stanziamento per l’anno 2016, non sia in grado di assicurare adeguatamente la copertura degli oneri a cui il canone è destinato dalla legge”.

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