Il “chiarimento politico” ci sarà, probabilmente all’inizio della settimana prossima. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affronterà il “caso Orlandi” insieme al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al sottosegretario Enrico Zanetti. Ma prima, scrive il Corriere della Sera, ci sarà un fatto nuovo. Già oggi sul tavolo del ministro dell’Economia dovrebbe arrivare la prima relazione sull’Agenzia delle entrate preparata dai funzionari del Fondo monetario internazionale. La missione del Fondo era stata chiesta da Padoan, per vedere come migliorare l’efficienza dell’Agenzia guidata da Rossella Orlandi, importando le migliori pratiche adottate negli altri Paesi. Il documento, secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano, dovrebbe rilevare alcune criticità nel funzionamento della struttura. Ma anche indicare come soluzione una sua maggiore autonomia, non tanto dalla politica, ma soprattutto organizzativa.
Osservazioni che in un altro momento sarebbero rimaste confinate nel ristretto campo degli addetti ai lavori. Ma che, dopo il polverone di questi giorni, finiscono per avere inevitabilmente un significato anche “politico”. Segnando di fatto un punto in favore dell’Agenzia, anche nell’ingarbugliata partita dei dirigenti degradati al rango di semplici funzionari dopo la sentenza della Corte Costituzionale del marzo scorso.
Mese: ottobre 2015
Giuseppe Catapano: B.P. Spoleto, Visco, rispetto per la magistratuta, ma la vigilanza di Bankitalia è stata corretta
Rispetto per la magistratura, nella convinzione che la vigilanza della Banca d’Italia sia stata corretta.
E’ la posizione espressa dal governatore Ignazio Visco, coinvolto nelle indagini dei magistrati sul commissariamento della Banca popolare di Spoleto. “C’è un doveroso rispetto – ha detto Visco – per le azioni della magistratura, rispetto che nutro in massimo grado. Non ho dubbi nel definire corretto e accorto l’operato di vigilanza della Banca d’Italia”.
“Sull’operato della Banca d’Italia – ha spiegato il governatore alla 91esima giornata mondiale del risparmio – mi pare ci sia una conoscenza frammentaria e distorta. La vigilanza agisce nell’interesse della collettività. Siamo aperti – ha aggiunto – ai giusti approfondimenti nei luoghi a ciò deputati, senza scorciatoie mediatiche e spettacolari”.
Dal canto suo, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ringraziato, anche a nome di tutto il governo, la Banca d’Italia e il governatore Ignazio Visco. Al termine del suo intervento alla giornata mondiale del risparmio, Padoan ha sottolineato che “il sistema bancario in tutte sue componenti è un fattore essenziale per la strategia di ripresa economica strutturale che l’Italia sta perseguendo”, evidenziando “l’efficacia della continua e capillare azione di vigilanza della Banca d’Italia”. A questo proposito, ha concluso il ministro, “va il ringraziamento mio personale e del Governo alla Banca d’Italia e al suo Governatore”.
Giuseppe Catapano: Voluntary disclosure, via libera del Senato alle norme “salva privacy”
Via libera dall’Aula del Senato a norme “salva privacy” sulla voluntary disclosure. L’Assemblea ha approvato un emendamento al decreto sulla voluntary che assegna all’Agenzia delle Entrate il compito di individuare determinate articolazioni che diventino le destinatarie delle domande di regolarizzazione a prescindere sostanzialmente dal domicilio fiscale del soggetto presentatore.
Il Tesoro aveva nelle settimane scorse rilevato che in alcune regioni del Mezzogiorno le domande di adesione alla voluntary disclosure si fermavano “ad alcune decine” contrariamente a regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto.
Giuseppe Catapano: Ferrari mette il turbo ai conti del trimestre, utile netto in crescita del 62%
Ferrari archivia il terzo trimestre con un utile netto a 94 milioni, in crescita del 62%. I ricavi netti sono aumentati del 9% (3% a cambi costanti), attestandosi a 723 milioni di euro. Le vetture consegnate alla rete sono state pari a 1.949 unità, in crescita del 21% . L’ebit ha raggiunto 141 milioni di euro, con un incremento del margine pari a 610 pbs. Per il 2015 il Gruppo prevede 7,7 migliaia di vetture consegnate, incluse le edizioni limitate della supercar LaFerrari; ricavi netti a circa 2,8 miliardi di euro; adjusted ebitda nel range compreso tra 725 milioni di euro e 745 milioni di euro, un indebitamento netto nel range compreso tra 1.975 milioni di euro e 2.025 milioni di euro (tra 775 milioni di euro e 825 milioni di euro al netto del portafoglio dei crediti finanziari autoliquidanti).
Giuseppe Catapano: Inps, allarme del Civ, rischia di perdere 10 miliardi l’anno nei prossimi dieci anni
L’Inps rischia di perdere 10 miliardi l’anno nei prossimi dieci anni. A lanciare l’allarme è il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell`Istituto nazionale di previdenza sociale, Pietro Iocca, in un’audizione presso la Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.
“Le proiezioni – ha avvertito – non sono rassicuranti. Dalle previsioni effettuate nei bilanci tecnici attuariali, al primo gennaio 2014, si evince che l’Istituto nei prossimi dieci anni realizzerà sistematicamente dei risultati di esercizio negativo nell’ordine di 10 miliardi l’anno. E’ una situazione che va attenzionata e monitorata”.
Giuseppe Catapano: Pd, ancora uno strappo. Mineo lascia il gruppo
Ancora uno strappo in casa Pd. “Da oggi lascio il gruppo, auguro buon lavoro ai senatori Democratici e continuerò la mia battaglia in Senato, cominciando dalla legge di Stabilità che, come dice Bersani, ‘sta isolando il Pd'”, annuncia infatti Corradino Mineo. Il senatore, da tempo in rotta di collisione con la maggioranza, spiega che “ieri Luigi Zanda mi ha dedicato, senza avvertire né me né altri di quale fosse l’ordine del giorno, una intera assemblea, cercando di ridurre le mie posizioni politiche a una semplice questione disciplinare, stilando la lista dei dissidenti ‘buoni’, Amati, Casson e Tocci e del cattivo, Mineo. ‘Il Pd non espelle nessuno’, ha detto Zanda, ma nelle conclusioni ha parlato di ‘incompatibilità tra me e il lavoro del gruppo. Non espulsione, dunque, ma dimissioni fortemente raccomandate”. “Come deluderlo?”, chiosa allora Mineo. “Nel 2013 – ricostruisce Mineo – ho accettato la candidatura come capolista in Sicilia e sono stato eletto in Senato con il Pd, partito che allora parlava di una ‘Italia Bene Comune’. Non amo i saltafossi e quando il segretario-premier ha modificato geneticamente quel partito, provocando una scissione silenziosa, aprendo a potentati locali e comitati d’affare, e usando – attacca – la direzione come una sorta di ufficio stampa di Palazzo Chigi, ho continuato a condurre la mia battaglia nel gruppo con il quale ero stato eletto”. “Però è vero – annota – che ho votato troppe volte in dissenso: sulla scuola, la riforma costituzionale, l’Italicum, il jobs act, la Rai. Ed è vero che una nutrita minoranza interna, che sembrava condividere alcune delle mie idee, si e’ ormai ridotta a un gioco solo tattico, lanciando il sasso, ieri sulla legge costituzionale, oggi sulla legge di stabilita’, per poi ritirare la mano”.
Giuseppe Catapano: A ottobre migliora e torna ai livelli pre-crisi la fiducia di consumatori e imprese. Bankitalia vede rosa sul pil
Migliora a ottobre la fiducia di consumatori e imprese, mentre Bankitalia alza le stime del pil per il 2015, portandole a +1%.
Secondo la rilevazione dell’Istat, l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta a ottobre a 116,9 da 113 del mese precedente: si tratta del valore più alto dal febbraio del 2002, ossia da ben tredici anni. Anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane sale passando a 107,5 da 106,1 di settembre: si tratta del valore più alto dall’ottobre del 2007. Nel commercio, in particolare, l’indice ha toccato il livello più elevato dall’inizio delle serie storiche (gennaio 2003).
L’Istat rileva che tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori aumentano, con un incremento più marcato per quella economica (a 153 da 143,9) e più lieve per quella personale (a 103,9 da 103,6), quella corrente (a 109,3 da 108,0) e quella futura (a 127,1 da 122,3). Migliorano le stime sia dei giudizi sia delle attese sull’attuale situazione economica del Paese (a -32 da -46 e a 27 da 15, i rispettivi saldi). I giudizi sui prezzi relativi ai passati 12 mesi restano al livello dello scorso mese (a -19 il saldo). Il saldo relativo alle attese sui prezzi nei prossimi 12 mesi passa a -23 da -18. Diminuiscono le attese di disoccupazione (a -2 da 6).
Riguardo alle imprese, cresce il clima di fiducia dei servizi di mercato (a 113,1 da 112,2), quello della manifattura (a 105,9 da 104,4) e quello del commercio al dettaglio (a 116,6 da 109,2), ma scende quello delle costruzioni (a 119,8 da 123,3). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -9 da -11 il saldo) sia le attese sulla produzione (a 14 da 12), invece i giudizi sulle scorte rimangono stabili (a 3). Nelle costruzioni peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -35 da -30, il saldo) mentre le attese sull’occupazione rimangono stabili a -7. Nelle imprese dei servizi migliorano le attese sull’andamento generale dell’economia, il cui saldo sale a 27 da 17; si riducono, invece, sia i giudizi sia le attese sul livello degli ordini (a 7 da 9 e a 4 da 9, i rispettivi saldi). Nel commercio al dettaglio migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti (a 24 da 16) sia le attese sulle vendite future (a 41 da 29) e in diminuzione sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10).
Bankitalia vede rosa e rialza le stime del pil per il 2015. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco durante la giornata mondiale del risparmio ha annunciato che per quest’anno la crescita del pil potrebbe sfiorare l’1%. Nelle sue ultime stime, diffuse a luglio, l’istituto di via Nazionale prevedeva una crescita dello 0,7%. “Nel nostro paese – aggiunge Visco – il pil è tornato a crescere per la prima volta dall’inizio della crisi dei debiti sovrani, a ritmi intorno all’1,5% su base annua”. “Alla spinta iniziale della domanda estera si è affiancata quella delle componenti interne, con il consolidamento dei consumi privati e il graduale riavvio degli investimenti”, dice Visco. Inoltre, “il significativo aumento dell’occupazione, che ha beneficiato anche dei provvedimenti adottati dal governo, continuerà a sostenere i consumi delle famiglie”.
Nell’area euro e in Italia pesano tuttavia, in prospettiva, “i rischi connessi con il rallentamento dell’economia cinese e, più in generale, con l’andamento dei paesi emergenti”.
Il Governatore afferma anche che “la fattibilità” del progetto di una bad bank verrà definitivamente accertata “nel corso delle prossime settimane”. Visco sottolinea che “indipendentemente dall’esito della verifica, le banche gravate da ingenti esposizioni deteriorate dovranno comunque individuare, d’intesa con le autorità di vigilanza, le modalità più adeguate per gestire nel modo più efficiente tali attivi, al fine di pervenire a un loro graduale ridimensionamento”.
Il Csc: produzione industriale in aumento dello 0,2% a ottobre. Il Centro Studi di Confindustria rileva un incremento della produzione industriale dello 0,2% in ottobre su settembre quando ha stimato una variazione di +0,8% su agosto. Nel terzo trimestre del 2015, il Csc calcola un aumento della produzione dello 0,6% sul secondo, quando si era registrato un progresso dello 0,4% sul precedente. La variazione congiunturale acquisita nell’ultimo trimestre di quest’anno è di +0,6%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, è avanzata in ottobre del 3,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; in settembre è stato rilevato un aumento del 3,2% su settembre 2014.
Gli ordini in volume hanno registrato una crescita dello 0,6% su settembre e del 2,3% su ottobre 2014. In settembre: +1,5% su agosto e +4,1% sui dodici mesi. La fiducia tra le imprese manifatturiere è ancora aumentata in ottobre e traccia una tendenza positiva dell’attivita’ anche nei prossimi mesi: l’indice è salito di 1,5 punti (dopo +1,5 in settembre), a 105,9, massimo da gennaio 2011; in miglioramento, rispetto al mese scorso, giudizi e attese sui livelli di produzione e sugli ordini interni
Renzi: tornati a livelli pre crisi, l’Italia ci crede. “L’Istat ci dice la fiducia nelle famiglie e nelle imprese è cresciuta. Siamo tornati ai livelli pre-crisi e questo vuol dire che l’Italia ci crede”. Lo ha affermato il premier, Matteo Renzi, commentando i dati Istat nel corso del suo intervento a L’Avana.
Giuseppe Catapano: Pensioni, manovra, rimane il taglio sopra i 2000 euro
ROMA (WSI) – Taglio alle pensioni sopra i 2.000 euro, al fine di finanziare le misure previdenziali inserite nella Legge di Stabilità 2016 come l’ampliamento della no tax area, il part time per gli over 63enni e l’opzione donna. La rivalutazione riguarderà le pensioni superiori a 4 volte il minimo (dai 2mila euro in su) per il biennio 2017 e 2018.
Con – tra le altre misure – l’abolizione della Tasi sulla prima casa, la conferma dell’Imu sull’abitazione principale di lusso come castelli e palazzi storici e il canone Rai in bolletta, il disegno di legge di Stabilità passa oggi al vaglio della Commissione Bilancio.
Le ultime novità riguardano il settore tanto discusso della Previdenza. L’Esecutivo guidato dal Premier Matteo Renzi ha calcolato che tagliare gli assegni medio-alti permette di recuperare le risorse adeguate per avviare le misure di flessibilità previste come l’innalzamento della no tax area, ossia la soglia sotto cui i pensionati non pagano tasse che entrerà in vigore dal 2017.
Con il taglio agli assegni oltre i 2.000 euro inoltre si potrà coprire la novità prevista per gli over 63 anni ossia scegliere il lavoro part time a pochi anni dalla pensione. Risorse disponibili anche per attuare l’opzione donna, che permette alle lavoratrici di andare in pensione a 57 anni con 35 di anzianità contributiva e con il sistema di calcolo contributivo.
Ma cosa significa nel dettaglio che gli assegni previdenziali sopra i 2.000 euro saranno tagliati? Nei fatti, che la rivalutazione automatica delle pensioni al costo della vita si fermerà ad una certa soglia, come spiega un articolo del Corriere della Sera.
In particolare per gli anni 2017-2018 per gli assegni fino a 3 volte il minimo, ossia circa 1500 euro, ci sarà la rivalutazione piena al 100%, al 95% invece per gli assegni sopra 3 volte e fino a 4 volte il minimo. Le pensioni superiori a 4 volte il minimo previsto e fino a 5, subiranno una rivalutazione del 75% invece che al 90%, mentre quelle sopra 5 volte e fino a 6 volte il minimo, avranno una rivalutazione al 50% invece che al 75%. Infine per gli assegni superiori a 6 volte il minimo previdenziale l’indicizzazione sarà al 45% e non al 75%.
“Un intervento organico” sulle pensioni è quello che chiede il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo cui “è davvero molto importante fare la riforma delle pensioni per la flessibilità in uscita, ma anche per il ricambio all’interno della PA. Aggiunge Boeri: “Ci aspettavamo di più e questo sarebbe stato possibile anche nel quadro di una manovra espansiva, ma fiscalmente responsabile”.
Giuseppe Catapano: Lavorare in queste 19 start-up per diventare milionari
NEW YORK (WSI) – Lavorare per una start-up è sempre una scommessa. Ma se si entra nell’azienda giusta quando la società muove i primi passi e si è in grado di negoziare un dicreto pacchetto di stock-option, non è escloso che nel giro di quattro anni si passa diventare milionari.
Ma a quali aziende bisogna guardare? Una selezione delle start-up tecnologiche più promettenti al momento è stata fatta da Business Insider
Nella classifica, compaiono aziende ancora nella fase iniziale mentre altre sono in una fase “più matura”. Tutte – secondo Business Insider – sono molto apprezzate e in rapida crescita. Ecco la lista completa:
1 – Thumbtack (recruiting)
2 – Lyft (trasporti)
GIUSEPPE CATAPANO: ANAS, IL SISTEMA TREMA, LA DAMA NERA PRONTA A PARLARE
Continuano senza sosta le indagini delle Fiamme Gialle sulla vicenda Anas che ha portato all’arresto di dieci persone e ha fatto emergere un sistema di corruzione ben radicato che coinvolgeva funzionari, politici e imprenditori. La regista indiscussa degli affari loschi interni all’Anas è stata Antonella Accroglianò, la “Dama nera” capace di tenere tutti sotto il suo controllo. Da quanto emerge pare che adesso la Dama Nera sarebbe pronta a collaborare con gli inquirenti, una scelta inaspettata che potrebbe aprire nuovi scenari nell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma che ha visto finire in galera anche nomi illustri della politica e dell’imprenditoria.
L’agenda di Antonella Accroglianò è ricca di nomi importanti, soprattutto politici ai quali la funzionaria dell’Ente Autostrade chiedeva di velocizzare le pratiche degli imprenditori amici che poi, a loro volta, da come si evince dalle intercettazioni riprese in video dalle Forze dell’Ordine, passavano alla dirigente ingenti mazzette. Era lei a decidere tutto: tariffe, modalità di pagamento e chi doveva essere favorito, la Dama Nera in azienda era molto temuta e rispettata e tutto doveva passare dalle sue mani.
L’inchiesta è tutt’altro che chiusa
I dettagli del sistema Anas vengono fuori ogni giorno con novità sorprendenti e l’inchiesta appare tutt’altro che chiusa. Se la Dama Nera inizia davvero a collaborare si potranno aprire sorprendenti scenari e, c’è da scommettere, sono in tanti già a tremare all’idea,
Ricordiamo che l’inchiesta della Procura di Roma ha già fatto delle vittime illustri quali Luigi Meduri, sottosegretario all’epoca del secondo governo guidato da Romano Prodi e gli imprenditori Costanzo e Bosco Lo Giudice della Tecnis di Catania, azienda che dall’Anas prendeva circa ottocento milioni l’anno. In merito alla vicenda Tecnis i vertici dell’azienda hanno diramato un comunicato stampa per precisare che il coinvolgimento degli imprenditori non è da imputare ad appalti truccati, si cerca insomma di salvare il nome di una delle imprese più importanti del sud, ma non sarà cosa semplice.

