Riforma Rai, i grillini contro i superpoteri del nuovo ad. Ok della Camera a trasparenza su mega stipendi

A cura di: Giuseppe Catapano

ROBERTO FICO

È ripresa nell’aula della Camera la discussione sul ddl di riforma della Rai. In aula il relatore di minoranza e presidente della commissione di Vigilanza, Roberto Fico, ha illustrato una serie di emendamenti del Movimento Cinque stelle per limitare i poteri del nuovo amministratore delegato, così come disegnato dalla riforma, “che è sempre più un uomo solo al comando nominato dal governo”. Un emendamento, in particolare, chiedeva di istituire “un limite di spesa di 2 milioni di euro per l’ad”, ha spiegato Fico. Ma la proposta è stata bocciata dall’aula.
intanto, l’aula della Camera, che sta esaminando il ddl di riforma della Rai, ha approvato un emendamento dei relatori Vinicio Peluffo e Lorenza Bonaccorsi, che prevede che siano resi pubblici i compensi, anche sul sito internet aziendale, dei soggetti “diversi dai titolari di contratti di natura artistica che ricevano un trattamento economico annuo omnicomprensivo a carico della società pari o superiore a 200mila euro”. La norma riguarda, dunque, anche i giornalisti, ed è passata con 314 voti a favore: contraria la Lega Nord, astenuti Sel, Ala e M5S.
L’aula della Camera ha approvato anche l’articolo 2 del ddl di riforma della Rai sulla disciplina della governance dell’azienda. I voti a favore sono stati 262, i contrari 143.

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