Giuseppe Catapano: Sanità, Chiamparino, non basta un miliardo in più per il 2016

giucatap“Sarebbe urgente fare un incontro con il governo sulla legge di stabilità perché il nostro obiettivo sarebbe quello di concordare le modalità che riguardano le regioni e trovare un accordo prima che il provvedimento arrivi in Parlamento”. Lo dice il presidente Sergio Chiamparino, al termine della Conferenza delle regioni del 1à ottobre.
Solo un miliardo in più rispetto allo stanziamento del 2015 “non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi. Non faccio dichiarazioni di guerra, gli obiettivi sono gli stessi del Governo, ma bisogna capire se le risorse sono sufficienti o no”, ha spiegato ancora Chiamparino al termine della conferenza Stato-Regioni tornato sulla questione del finanziamento del Fondo sanitario nazionale dopo le parole del premier Matteo Renzi che ieri aveva parlato di 111 miliardi nel 2016.
“Nessun braccio di ferro bisogna capire se un’integrazione di un miliardo invece dei cinque inizialmente previsti (per il biennio, ndr), è sufficiente”, ha proseguito. “Da una parte prendo atto che c’è una convergenza sugli obiettivi – ha proseguito – per migliorare al qualità del servizio attraverso l’innovazione dei farmaci e nelle misure per l’appropriatezza delle prestazioni. Dall’altra dobbiamo trovarci rapidamente sulla questione dei fondi”.
Come regioni “siamo impegnati per una profonda riorganizzazione della sanità che punti a migliorare il Servizio sanitario nazionale con più organizzazione tecnologica, farmaci innovativi, miglioramento dell’accessibilità e anche miglioramento della qualità delle prestazioni”.
“Quanto alle polemiche sull’appropriatezza delle prestazioni -ha sottolineato- si smontano con le stesse polemiche dei medici che polemizzano. Perché quando si parla di due tac per una tosse, è evidente che siamo fuori da ogni appropriatezza”. “Altro discorso – ha concluso – è che siamo aperti a ogni forma di confronto per far sì che le prescrizioni siano tali da non essere contro i medici con pregiudizio. Bisogna far sì che il sistema produca le giuste sanzioni quando ci sono elementi fondanti”.
E a proposito della razionalizzazione delle spese nella sanità, Chiamparino ha aggiunto che le Regioni sono impegnate “fin dallo scorso anno con il patto della salute per una profonda riorganizzazione che da una parte punti a migliorare il servizio sanitario attraverso più innovazione nelle tecnologie, più innovazione nei farmaci, soprattutto in quelli salvavita, e anche nel miglioramento della qualità delle prestazioni”.
“Credo che non si possa stare tutti gli anni a discutere di tagli alla sanità, bisogna stare attenti. C’è stata una apertura da parte di Renzi, ora parliamone”, ha detto il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, al termine della Conferenza delle Regioni, a proposito dell’entità del fondo sanitario. “Bisogna parlare di più al cuore che mettere camicie di forza: la sanità ha già dato un bel contributo ai contri dello Stato, le risorse sono bloccate da tempo. Non si può ogni anno discutere di tagli, dobbiamo uscire da questi schemi”. Il ragionamento è del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, parlando con i cronisti al termine delle sedute odierne delle Conferenze delle Regioni, Stato Regioni e Unificata. “Bisogna fare attenzione – spiega – a non dare l’idea di una sanità che sia solo sotto l’assillo dei tagli. Bisogna lavorare per esempio sulla prevenzione, su un medio e lungo periodo. Se decidessimo di sradicare le epatiti, svolteremmo subito e ci sarebbe un risparmio notevole. Altro punto trascurato da tempo sono la prevenzione e gli stili di vita. Insomma – prosegue Rossi – ci vuole più respiro, no ad una logica di soli tagli. Ieri –è tornato a sottolineare Rossi – sono state importanti le parole del premier Renzi, vedremo cosa ci verrà proposto”. Rossi ricorda che in Toscana “abbiamo fatto proposte per riorganizzare la sanità, con cui si può razionalizzare e al tempo stesso migliorare i servizi. Siamo passati da 12 a 3 Aziende sanitarie: così saranno possibili maggiore specializzazione e risparmi”. Le aziende saranno operative dal 3 gennaio prossimo. Quanto al decreto sull’appropriatezza delle prestazioni, il Presidente toscano dice: “Oggi ci sono certamente sprechi. Forse però sarebbe stato meglio un intervento premiale: se fai prestazioni appropriate, si liberano risorse. Ogni imposizione è sbagliata, bisogna stare attenti; certo, l’appropriatezza è fondamentale”.
Critico il Presidente delle Regione Liguria, Giovani Toti che anche vicepresidente della Conferenza delle Regioni: “mi auguro che da parte del governo ci sia consequenzialità rispetto a quello che ha detto Renzi. Però non giochiamo con le parole: razionalizzazione, ottimizzazione… se sono meno risorse si chiamano tagli”.
Dalla trattativa tra il Governo e le Regioni sul nuovo fondo sanitario nazionale “mi aspetto che non ci siano tagli e mi aspetto che almeno sui farmaci salvavita ci sia un’attenzione particolare”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, in un’intervista ad Askanews. Pittella ha chiarito di comprendere che “nella condizione economico e finanziaria in cui si trova il paese, tutto non possiamo ottenere. Anzi, vogliamo concorrere responsabilmente al contenimento della spesa – ha piegato il presidente lucano – non un centesimo in meno e un’aggiunta che recuperi questa ulteriore criticità potenziale”. Questo perché, ha sottolineato, “i farmaci salvavita per una Regione piccola come la nostra, possono provocare uno sbilanciamento di circa 20 milioni di euro”. Il presidente della Basilicata ha quindi spiegato di “non voler pensare al rispetto in toto del patto per la salute che comunque sarebbe auspicabile, ma almeno un piccolo passo in avanti può essere fatto”.

Giuseppe Catapano: Fratellastri amanti smembrano i genitori e li danno in pasto ai cani

giucatapOrrore a Pilar, in Argentina, dove due fratellastri amanti hanno sparato ai loro genitori e ne hanno smembrato i corpi. Una parte l’hanno data in pasto ai cani, un’altra l’hanno bruciata. Autori del raccapricciante duplice omicidio due giovani di 25 e 22 anni.

Il movente sarebbe riconducibile ad abusi. Stanchi delle violenze, la coppia avrebbe così deciso di vendicarsi e salvare i fratelli. Secondo quanto riporta il ‘Daily Mail’, il giovane, quando ha ucciso il patrigno, ha anche mangiato un po’ del suo cadavere.

La polizia ha trovato pezzi di pelvi femminile e colonna vertebrale in un vecchio secchio di vernice.

Giuseppe Catapano: Riforme, dal Senato via libera all’articolo 1. Governo: “Nessun emendamento su art.2”

giucatapNon ci sarà nessun emendamento del governo all’articolo 2. Lo sottolineano fonti di palazzo Chigi. La linea del governo, spiegano a palazzo Chigi, è che sulle minoranze linguistiche sia più logico rimettersi all’aula. Si tratta di una questione tecnica che ai fini della riforma è indifferente. Un emendamento del governo caricherebbe la questione tecnica di significato politico e dovrebbe costringere il governo stesso a un voto segreto o a porre la questione di fiducia. E Renzi non ha alcuna intenzione di farlo, sottolineano sempre a palazzo Chigi.

La conferma arriva anche dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che al termine di una riunione con i capigruppo di maggioranza al Senato assicura non ci sarà un emendamento del governo. “E’ mai stato preso in considerazione?” chiedono i giornalisti. “Sto dicendo che non ci sarà, poi si valutano tante cose”, replica il ministro.

VIA LIBERA ART.1 – Via libera dell’aula del Senato con 172 sì, 108 no e tre astenuti all’articolo 1 del testo di riforma della Costituzione, che ridefinisce le funzioni e la natura del nuovo Senato, modificando il contenuto dell’attuale articolo 55 della Carta.

Clima di alta tensione in Aula dopo il via libera con 177 sì, 52 voti contrari e due astenuti al cosiddetto emendamento canguro, presentato dal senatore del Pd Roberto Cociancich. La proposta di modifica, molto contestata dall’opposizione, avendo un effetto “ghigliottina”, ha fatto decadere tutti gli emendamenti all’articolo 1 (complessivamente 220 pagine di emendamenti) e eliminato i voti segreti.

I senatori della Lega Nord e del M5S non hanno partecipato per protesta al voto sull’emendamento Cociancich.

Tre no anche dal gruppo Pd all’emendamento. Un voto negativo espresso da Corradino Mineo (che lo ha annunciato in aula) e Walter Tocci, mentre Felice Casson si è astenuto, anche se il voto di astensione per Regolamento al Senato, equivale a un voto contrario.

La presidente della commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro, ha precisato in Aula: “L’emendamento Cociancich riproduce esattamente l’emendamento da me firmato, insieme ai capigruppo della maggioranza. Il contenuto dell’emendamento non è frutto della mia fantasia creatrice ma dei lavori di commissione e dell’attività emendativa su un terreno comune, sugli assi portanti della riforma”.

GIuseppe Catapano: Esodati e pensioni flessibili, ecco la soluzione allo studio. Con uno spiraglio per le donne…

giucatapUna misura unica in Stabilità per chiudere strutturalmente l’odissea degli esodati e aprire, con tutte le cautele del caso, una formula di maggiore flessibilità in uscita con penalizzazioni. Il confronto tra i tecnici di Lavoro, Economia e Inps procede lungo questo solco sapendo che il limite massimo entro cui si potranno spostare le variabili è quello del miliardo o poco più che il Governo vuole impegnare sulla voce pensioni. Miliardo cui andrebbe aggiunto il mezzo miliardo di maggior spesa determinata dagli effetti della sentenza 70/2015 della Corte costituzionale che ha sbloccato le perequazioni sugli assegni oltre le tre volte il minimo.

La misura allo studio parte dallo schema base delle penalizzazioni il più corrette possibile sotto il profilo attuariale (si dice 4% sulla quota retributiva dell’assegno) con età minima per l’anticipo fissata a 63 anni e qualche mese, ovvero non più di tre anni dall’età di vecchiaia valida dal 2016. Gli anni di contributi minimi restano 35, soglia che consentirebbe di non esporre i lavoratori al rischio di un’uscita (magari indotta da piani di ristrutturazione aziendali) con assegni troppo bassi. Ma c’è anche consapevolezza che con 35 anni minimi la flessibilità nuova sarebbe soprattutto appannaggio degli uomini, vista la difficoltà per le donne di avere carriere continue. E sul punto una soluzione alternativa è ancora allo studio. Il confronto è aperto anche sull’«Opzione donna»: riconoscere alle dipendenti di 58 anni e 35 di contributi, con maturazione del requisito entro l’anno, un ritiro anticipato con penalizzazione del 3% l’anno per massimi tre anni in luogo del ricalcolo contributivo. Misura che potrebbe riguardare circa 30mila donne con un costo basso iniziale che poi cresce negli anni futuri quando le scattano le finestre della decorrenza (fino a 2 miliardi entro il 2020).

Ieri intanto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha presentato un nuovo Rapporto dell’Istituto sulle pensioni all’estero che fotografa le complesse dinamiche di una parte sempre più importante del mercato del lavoro italiano interessato dai flussi migratori. Tra le tante evidenze statistiche, Boeri ha sottolineato come ci sia un fenomeno significativo di “free riding” sui contributi degli stranieri con una percentuale alta di coloro che adesso avrebbero l’età per la pensione di vecchiaia, che hanno versato contributi senza però percepirla.

Si tratta di circa 200.000 stranieri sui 927.448 provenienti da paesi convenzionati che hanno superato i 66 anni e tre mesi (il 21%): non hanno alcuna prestazione dall’Inps per un totale di versamenti capitalizzati con il criterio contributivo di circa 3 miliardi. «Perché non usare quelle risorse per finanziare politiche di integrazione?» ha proposto Boeri. Sul fronte degli italiani pensionati che si trasferiscono all’estero, invece, è stata segnalata una crescita dei flussi, con il raddoppio tra il 2010 e il 2014 dei beneficiari di una rendita che decidono di vivere oltre confine. Nel 2014 Inps erogava 400mila trattamenti all’estero per una spesa di oltre un miliardo in 154 paesi. In questo caso la proposta è stata di valutare di pagare in futuro per l’estero solo le prestazioni contributive e non quelle assistenziali.

Giuseppe Catapano: Renzi, Italia fuori da sabbie mobili. «Pronti a cambiare sulla sanità»

giucatap«Nel primo anno e mezzo di governo la priorità è stata il salvataggio dell’industria manifatturiera e il lavoro per passare dal segno meno al segno più di tutti gli indicatori economici. Questa prima fase aveva come scopo portare l’Italia fuori dalle sabbie mobili e ora possiamo dire: missione compiuta». Lo ha detto Matteo Renzi al question time alla Camera. E ha aggiunto: «Noi abbiamo nella legge di stabilità un elemento chiave, il momento della svolta definitiva».

Renzi: in 2017 Ires più bassa di Germania e Francia
Renzi ha ribadito che nel 2017 ci sarà la riduzione dell’Ires e già in questa legge di stabilità «indicheremo il livello di riduzione». Lo ha detto anticipando che l’obiettivo è «arrivare a un livello inferiore sia alla Germania, che alla Francia e alla Spagna».

«Sulla sanità non stiamo tagliando, ma pronti a cambiare»
Respinta al mittente anche l’accusa dei tagli alla sanità praticati dall’esecutivo. «Sulla sanità questo Paese non sta tagliando, poi possiamo discutere su come impiegare questi denari» ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ricordando nel question time alla Camera gli stanziamenti crescenti per la sanità negli ultimi anni: 106 miliardi nel 2013, 109 nel 2014, 110 quest’anno e 111 nel 2016. «Sono d’accordo che dobbiamo cambiare qualcosa, se c’è da cambiare qualcosa, perché non dobbiamo dare l’impressione che i cittadini non abbiano il diritto alle cure», ha ammesso Renzi.

«Impegno contro povertà in legge di stabilità»
Renzi ha ribadito l’intenzione del governo di intervenire nella manovra con misure di contrasto alla povertà. «In legge di stabilità ci impegniamo a introdurre una misura contro la povertà e in particolare contro la povertà infantile» ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi a Montecitorio per il question time. E ha rivendicato una diminuzione di tre milioni di euro solo per le spese correnti di palazzo Chigi («Le auto di servizio sono state ridotte a 15»).

Su Tasi basta atteggiamento subalternità con Ue
Il premier ha poi rilanciato l’obiettivo di eliminare la tassa sulla prima casa «per tutti e per sempre». E alle perplessità della Commissione Ue su questo punto ha replicato: «Non rilevano le letterine europee; loro facciano quello che devono fare e noi facciamo quello che dobbiamo fare». Poi ha aggiunto: «Questo atteggiamento di subalternità ha da finire una volta per tutte». E ha spiegato: «Rispetteremo i parametri di Bruxelles, ma rispettando Bruxelles rispetteremo questa Camera e l’Aula del Senato che sono le sole a poter legiferare in materia fiscale».

«Rivediamo meccanismo 80 euro, non più sussidio ma riduzione fiscale»
Non solo. Il premier ha annunciato che il governo sta studiando «un meccanismo per far figurare gli 80 euro, finalmente, non più come un sussidio, un contributo, ma come una riduzione fiscale». E ha aggiunto: «Può darsi che questo provochi dei leggeri cambiamenti, può darsi che qualcuno ne prenda 81 e qualcuno 79, ma sempre lì siamo»

«No al reddito cittadinanza si punti su lavoro»
Porte chiuse poi al reddito di cittadinanza rilanciato dal M5s. «Credo che in questo Paese non sia giusto parlare di reddito di cittadinanza. La nostra Costituzione parla di diritto al lavoro, la misura per combattere la povertà è puntare sul lavoro» ha detto il premier Matteo Renzi rispondendo in aula alla Camera nel corso del question time.

«Su Isee pronti a verifica, ma sistema funziona»
In merito all’Isee, il premier ha dato disponibilità a modifiche. «Sicuramente siamo pronti ad una verifica, a discutere se qualcosa non funziona» ma secondo i «dati a disposizione c’è soddisfazione da parte degli utenti» per i nuovi criteri di dichiarazione: «l’80% è più favorevole o 11,7% indifferente»

«Stiamo gestendo una crisi epocale su migranti»
Sull’immigrazione Renzi ha detto che «stiamo gestendo una crisi epocale, senza rincorrere gli spot». E ha attaccati: «Altri sono stati capaci di dire “a casa tutti” e poi “li ospiterò nel mio bilocale”. Sicuramente bisogna fare sforzi per identificare le persone, sicuramente ma quando siamo in presenza di un immigrato che rischia la vita, non ci preoccupiamo se è un migrante economico o un rifugiato, prima lo salviamo e poi ci congratuliamo con chi lo salva». Ma poi ha buttato acqua sul fuoco degli allarmismi. «Non ci sono i numeri di cui state parlando, un milione di persone non sta arrivando in Italia – ha spiegato -. La Giordania, con 4 milioni di abitanti, ha un milione e mezzo di profughi».

«Italia in solco Onu sulla Siria, serve collaborazione»
Per quanto riguarda il fronte siriano, Renzi ha ribadito l’ancoraggio di qualsiasi iniziativa militare al mandato Onu: «La nostra posizione rimane nel solco delle Nazioni Unite – ha spiegato – invitare a tutti livelli alla collaborazione perché non si replichi – dopo 4 anni di guerra – il meccanismo per cui la mancanza di governo porta all’ esplosione di pezzi interi di Medio Oriente»

Question time su ripresa, tasse e casa
Le iniziative per rafforzare la ripresa economica, produttiva e occupazionale, il rilancio della politica industriale, gli orientamenti in merito alla tassazione sulla prima casa e sugli immobili in generale e il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con particolare riferimento alla questione delle prescrizioni sanitarie. Sono questi alcuni dei temi trattati oggi dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel question time in programma ala Camera.

Giuseppe Catapano: Siria, sganciate le prime bombe russe. Gli Usa: «Colpiti i ribelli, non l’Isis»

giucatapLa Russia ha cominciato i raid aerei in Siria. È la prima azione militare di Mosca in Medio Oriente dagli anni 80. La televisione di Stato siriana riferisce di raid su sette località della provincia di Homs e di quella confinante di Hama, più a Nord. In precedenza fonti americane avevano parlato solo di attacchi compiuti nella regione di Homs.
I russi hanno chiesto agli Stati Uniti di astenersi dal sorvolo del territorio siriano ma senza fornire informazioni sul luogo che intendevano colpire. Proprio a questo proposito il responsabile del Pentagono, il segretario alla Difesa Usa Ash Carter, ha chiesto di avviare contatti con la Russia per evitare che i raid lanciati da Mosca e quelli americani collidano o ostruiscano lo spazio a vicenda.

Contro l’Isis o con Assad
Non è chiaro quali siano i reali obiettivi colpiti dai raid di Mosca. Ufficialmente sono le postazioni dell’Isis ma nella serata di mercoledì il segretario alla Difesa Usa, Ash Carter, ha detto che gli attacchi appaiono diretti verso aree dove non sono presenti forze dello stato islamico. In precedenza, un portavoce della Casa Bianca aveva detto che i raid russi in Siria e il sostegno crescente di Mosca ad Assad «sono in contrasto con quanto si sono detti il presidente Putin e il presidente Obama nel corso del loro incontro all’Onu», dove avevano individuato come priorità lavorare alla transizione politica. «Questo – ha proseguito il portavoce della Casa Bianca – solleva dei dubbi sulla loro strategia».

I raid aerei della Russia vicino alla città di Homs «non hanno un obiettivo strategico» in termini di lotta all’Isis, hanno affermato ancora fonti dell’amministrazione Usa. In seguito, però, il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest ha detto che è «troppo presto per dire quali siano stati gli obiettivi fissati e quelli colpiti».

Fabius: non hanno colpito Isis
Anche secondo il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, i primi bersagli colpiti sono stati altri gruppi dell’opposizione anti-Assad. «Se hanno colpito a Homs, come sembra», ha affermato una fonte militare di Parigi, non è lo Stato islamico l’obiettivo ma probabilmente i gruppi di opposizione. Ciò conferma che «i russi vanno più in aiuto di Assad che contro l’Isis».

Opposizione, raid russi hanno ucciso 36 civili
In precedenza Fabius, intervenuto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, aveva chiesto di cessare i bombardamenti sui civili in Siria effettuati mediante i barili esplosivi o con sostanze chimiche come il cloro.

Anche il presidente della Coalizione Nazionale Siriana, Khaled Khoja «condanna” i raid di Mosca perché «La Russia non sta combattendo l’Isis in Siria, ma prende di mira i civili nelle comunità che hanno respinto lo Stato Islamico». E afferma che «i raid aerei russi in Siria hanno ucciso 36 civili».