“Dobbiamo guardare al Senato come a una Conferenza Stato-Regioni potenziata”. Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, in audizione di fronte alla commissione Affari costituzionali del Senato sul tema riforme costituzionali.De Luca è contrario all’elettività del nuovo Senato: “se scriviamo che i senatori devono essere eletti nel mio territorio verrebbero eletti nove senatori, un sindaco, io non so dove andiamo a parare. Così non abbiamo né rappresentanza dei territori nè politica ma di altre forze, non raccomandabili, qualche pezzo di camorra democratica…”.
Per De Luca “aprire una contrattazione al Sud sull’elezione libera dei senatori significa dare un incentivo fortissimo al trasformismo, al mercato politico o anche peggio, questa è la mia opinione. Io sono per criteri oggettivi, a rappresentare la regione dovrebbero essere il presidente della regione, magari non chiamiamolo più ‘governatore’, il presidente della giunta regionale, il sindaco del capoluogo, il rappresentante più votato della minoranza, insomma io farei uno sforzo in questo senso perchè sono molto preoccupato”.
Quanto all’iter legilsatoivo della riforma della Costituzione “ho l’impressione – ha affermato Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia – che in aula i numeri ci siano e ci saranno”, e ha aggiunto: “non vogliamo mettere in gioco la stabilità del nostro Paese. Abbiamo iniziato a riformarlo e adesso arrivano dati economici positivi, non è il caso di interrompere questa corsa. Lavoriamo per il 2018. Ci siamo presi qualche giorno per trovare quella coesione che purtroppo finora non c’è stata ma sono convinta che arriveremo in aula con tutti i numeri necessari”.