Giuseppe Catapano: Firme illegittime dei dirigenti, la CTP di Bari boccia l’Agenzia Entrate

Ce n’è per tutti i contribuenti: ad annullare gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate sono ormai una valanga di sentenze, da ultima quella della CTP di Bari.

Non è la prima volta che la Commissione Tributaria pugliese sposa la tesi pro-contribuente: ancora una volta viene bocciata la difesa del fisco che, strenuamente, sta tentando, in più parti d’Italia, di sostenere la validità degli atti dei 767 dirigenti delle Entrate decaduti dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Ma neanche stavolta riesce nell’intento.

Nella sentenza in commento si ribadisce infatti che la firma del Capo Team Controlli è insufficiente a far ritenere valido l’avviso di accertamento, stante il difetto di sottoscrizione del funzionario, il quale non è dirigente, né rientra nel personale munito di potere necessario previsto dalla legge alla sottoscrizione degli atti fiscali.

Insomma, ancora un precedente che appesantisce il rischio del danno erariale commesso dai vertici del fisco per aver promosso personale senza pubblico concorso.

Giuseppe Catapano: Slitta al 21 settembre 2015 la presentazione del modello 770 dei sostituti di imposta

Slitta dal 31 luglio al 21 settembre il termine per la presentazione in via telematica della dichiarazione dei sostituti di imposta – modello 770 del 2015 (relativo all’anno 2014). La proroga è stata disposta con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Entro lo stesso termine sarà possibile la riduzione delle sanzioni per l’infedele dichiarazione dei 770/2014, l’omessa effettuazione, nel 2014, delle ritenute e l’omesso, insufficiente o tardivo versamento delle ritenute operate nel 2014.

Con la proroga per la presentazione del modello 770/2015, prorogati di conseguenza anche i termini per l’invio telematico da parte dei datori di lavoro all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche (CU) relative ai redditi di lavoro autonomo non occasionale. Infatti, l’Agenzia delle entrate, ad integrazione di quanto stabilito, prima con comunicato stampa del 12 febbraio 2015 e poi con la circolare n. 6/E del 19 febbraio 2015, paragrafo 2.9 (in “Finanza & Fisco” n. 43/2014, pag. 3017), ha definitivamente statuito, con circolare n. 26 E del 7 luglio 2015 (punto 14, in “Finanza & Fisco” n. 13/2015, pag. 917), ed in riferimento solo all’anno 2015, che le Certificazioni contenenti esclusivamente redditi non dichiarabili mediante il modello 730 (come i redditi di lavoro autonomo non occasionale) possono essere inviate anche dopo il 7 marzo 2015, senza applicazione di sanzioni entro il termine previsto per la presentazione del modello 770 Semplificato.

Delitto di omesso versamento delle ritenute certificate di cui all’art. 10-bis del D.lgs. n. 74 del 2000

Per i datori di lavoro/sostituti che hanno operato ritenute “certificate” nel 2014 e che non le hanno versate è importante che vi provvedano, entro il 21 settembre. Questo per evitare il consumarsi del reato previsto dall’art. 10-bis D.Lgs. 74/2000 al superamento dei 50.000 Euro (per ciascun periodo d’imposta). Peraltro, si evidenzia che l’interessato non necessariamente dovrà riversare per intero le ritenute certificate originariamente non corrisposte all’Erario, ma potrà aver cura di saldare (almeno) l’eccedenza rispetto ai 50mila euro contemplati dalla norma,con ciò ponendosi sotto la soglia di rilevanza penale ed impedendo così la contestazione del reato; tuttavia, la riduzione sotto soglia deve tassativamente avvenire entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale. Ciò, coerentemente con gli insegnamenti della Suprema Corte Cassazione secondo i quali il reato di omesso versamento di ritenute certificate di cui all’art. 10-bis D.Lgs. n. 74 del 2000, si consuma con il mancato versamento per un ammontare superiore ad euro cinquantamila delle ritenute complessivamente risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale del sostituto (Mod. 770). Per la commissione del reato, in altri termini, basta la coscienza e volontà di non versare all’Erario le ritenute effettuate nel periodo considerato, con la precisazione che tale coscienza e volontà deve investire anche la soglia dei cinquantamila euro, che è un elemento costitutivo del fatto, contribuendo a definirne il disvalore. La prova del dolo è insita, in genere, nella duplice circostanza del rilascio della certificazione al sostituito e della presentazione della dichiarazione annuale del sostituto (Mod. 770), che riporta le trattenute effettuate, la loro data ed ammontare, nonché i versamenti relativi. (Cfr.Cass., Sez. III Penale, Sent. n. 20266 del 15 maggio 2014)

Modifiche in arrivo in materia di omesso versamento di ritenute certificate

Va evidenziato che l’articolo 7 (Modifica in materia di omesso versamento di ritenute certificate) della schema di decreto legislativo recante revisione del sistema sanzionatorio (atto 183) nel modificare l’articolo 10-bis del D.Lgs. n. 74 del 2000, chiarisce la portata del reato di omesso versamento di ritenute certificate e innalza la soglia di non punibilità da cinquantamila euro a centocinquantamila euro. In base della modifiche proposte nello schema, il reato di omesso versamento di ritenute certificate punirà in “futuro”, salvo l’applicazione del favor rei, con la reclusione da sei mesi a due anni(pena non modificata) chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta le ritenute «dovute sulla base della dichiarazione» (inserito con la norma dallo schema di decreto legislativo) ovvero risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a «150 mila euro» (la soglia vigente è di 50 mila euro) per ciascun periodo d’imposta. Ne consegue che nel reato di omesso versamento delle ritenute le omissioni non devono più necessariamente risultare dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, essendo sufficiente che esse siano dovute in base alla dichiarazione

Peraltro, l’articolo 11 dello stesso schema di decreto legislativo sostituisce l’attuale art. 13 del decreto legislativo n. 74 del 2000 prevedendo la non punibilità dei reati di omesso versamento delle ritenute certificate, di omesso versamento di IVA, di indebita compensazione (limitatamente all’ipotesi di cui al comma 1 dell’articolo 10-quater) qualora i debiti tributari, comprensivi di sanzioni e interessi, siano stati integralmente pagati prima dell’apertura del dibattimento. Per tale tipologia di reati la causa di non punibilità trova la sua giustificazione nella scelta di concedere al contribuente la possibilità di eliminare la rilevanza penale della propria condotta attraverso una piena soddisfazione dell’erario prima del processo penale: in questi casi infatti il contribuente ha correttamente indicato il proprio debito risultando in seguito inadempiente; il successivo adempimento, pur non spontaneo, rende sufficiente il ricorso alle sanzioni amministrative. Il pagamento degli importi dovuti può essere fatto anche mediante le speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento, nonché mediante il ravvedimento operoso.

Giuseppe Catapano: Canone Rai, governo battuto, minoranza Pd vota contro, niente aiuto da Verdini

ROMA – Governo battuto in Senato sulla riforma Rai,la minoranza Pd vota contro le indicazioni della maggioranza mentre non arriva l’aiuto a Renzi e ai suoi dei 10 senatori di Verdini.

senato_ddl_riforme_m5s_lega-112-300x200La maggioranza è andata sotto sulla votazione per l’art.4 del disegno di legge di riforma della tv di Stato. Sono stati approvati emendamenti di minoranza Dem, FI e M5S, sui quali il governo aveva espresso parere negativo.

Con 121 voti favorevoli e 118 contrari l’Aula si è espressa contro l’articolo che delega al governo la possibilità di riformare le modalità di riscossione delcanone, ovvero una delle tasse più evase dagli italiani. Ecco cosa recita l’articolo 4 della bozza di riforma, così come viene riportato sul sito del Governo:

L’art. 4 (Disciplina del finanziamento pubblico della RAI S.p.A.) delega il Governo ad adottare entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge uno o più decreti legislativi per una disciplina del sistema di finanziamento pubblico alla RAI S.p.A.. Il decreto sarà adottato su proposta del MISE di concerto con il MEF, sentite le competenti commissioni parlamentari. La necessità di una revisione della normativa al riguardo è sentita da tempo, alla luce della inefficacia dell’attuale sistema di riscossione e della peculiarità della natura impositiva dello stesso, che trova fondamento in un regio decreto legge del 21 febbraio 1938, n.246. Il comma 3 richiama espressamente quanto disposto dall’articolo 17 della legge 196 del 2009 in merito alla necessaria previa copertura finanziaria degli eventuali oneri recati dai decreti legislativi.

Minoranza Pd, 18 contro il governo: sono 18 i senatori della minoranza Dem che hanno votato l’emendamento soppressivo dell’art.4 della riforma Rai, che ha visto il governo andar sotto per 3 voti.

La “stampella” di Verdini fallisce: emendamento soppressivo votato anche da 2 senatori di Ala, il nuovo gruppo di Verdini che dovrebbe essere la “stampella” del governo almeno in termini di numeri al Senato. Significative le assenze dei verdiniani. In un gruppo di 10 disertano il voto in 7.

Giuseppe Catapano: Svimez, sud Italia cresciuto la metà della Grecia in 13 anni: 1 su 3 è povero

ROMA – Un italiano su 3 al sud Italia è povero e la crescita del Mezzogiorno dal 2000 al 2013 è stata la metà di quella greca. A dirlo sono i dati raccolti daSvimez nel Rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2015 sulla situazione economica italiana e in particolare del sud. Il divario tra centro-nord e sud si amplia, spiega Svimez, mentre resta alto l’allarme lavoro e cresce il numero di poveri. Se al nord è povero un cittadino su 10, al Mezzogiorno la povertà riguarda un cittadino su 3.

svimez-300x150DIVARIO PIL – Il divario del Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud è tornato ai livelli del secolo scorso, dettaglia ancora il rapporto Svimez. In particolare, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2014 è sceso al 63,9% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi. Recentemente, uno studio di Confindustria aveva mostrato che il Mezzogiorno offre segnali di ripresa, dal calo della cassa integrazione al recupero dell’occupazione, ma aveva anche aggiunto che bisognerà aspettare il 2025 (assumendo per altro una crescita in linea con il resto del Paese) per recuperare i 50 miliardi di Prodotto interno dispersi negli anni della recessione.

OCCUPAZIONE IN CALO – Tornando ai dati Svimez, resta comunque un allarme sul fronte del lavoro: “Il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat”. Emerge poi che i consumi delle famiglie meridionali sono ancora scesi, arrivando a ridursi nel 2014 dello 0,4%, a fronte di un aumento del +0,6% nelle regioni del Centro-Nord. Qui si è registrato un recupero dei consumi di beni durevoli, con un aumento delle spese per vestiario e calzature (+0,3%) e di altri “beni e servizi”, categoria che racchiude i servizi per la cura della persona e le spese per l’istruzione (+0,9%). In crescita nel centro-nord anche i consumi alimentari (+1%), a fronte della contrazione del mezzogiorno (-0,3%). In generale, nel 2014 i consumi pro capite delle famiglie del mezzogiorno sono stati pari al 67% di quelli del Centro-Nord.

POVERO UNO SU 3 –  In Italia negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014, le famiglie assolutamente povere sono cresciute a livello nazionale di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. Quanto al rischio povertà, nel 2013 in Italia vi era esposto il 18% della popolazione, ma con forti differenze territoriali: 1 su 10 al Centro-Nord, 1 su 3 al Sud. La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%). La povertà assoluta è aumentata al Sud rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord. Nel periodo 2011-2014 al sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute di oltre 190 mila nuclei in entrambe le ripartizioni, passando da 511 mila a 704 mila al Sud e da 570 mila a 766 mila al Centro-Nord.

Giuseppe Catapano: Pronta la bozza di provvedimento con le regole per l’invio delle informazioni al Fisco. I dati 2014 vanno comunicati entro il 31 agosto

Pubblicata oggi, sul sito internet dell’Agenzia, la bozza di provvedimento contenente le istruzioni che gli operatori devono utilizzare per trasmettere alle Entrate le informazioni previste dall’accordo Fatca sullo scambio automatico di dati tra Italia e USA. La versione definitiva del provvedimento verrà pubblicata dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale attuativo dell’accordo Fatca.

Soggetti interessati – Destinatari della nuova misura sono le istituzioni finanziarie italiane (Reporting Italian Financial Institution, Rifi), fatte salve le eccezioni previste dal decreto. Le istruzioni delle Entrate chiariscono che, ai fini della comunicazione, le Rifi possono, ad alcune condizioni, avvalersi di entità sponsor e di fornitori terzi di servizi.

Oggetto della comunicazione – Devono essere trasmessi il codice fiscale della Reporting Italian Financial Institution e quello dell’entità sponsor, se presente. Oggetto di invio sono inoltre i dati di cui all’articolo 5 del decreto ministeriale, oltre al codice fiscale italiano, se disponibile, di ciascun soggetto interessato dalla comunicazione. L’Agenzia chiarisce inoltre che, in assenza di conti statunitensi oggetto di comunicazione e di pagamenti corrisposti a un’istituzione finanziaria non partecipante titolare di un conto finanziario, in relazione all’anno di riferimento, la Rifi non è tenuta a effettuare alcuna comunicazione.

Termini per la comunicazione – Cerchio rosso sulla data del 31 agosto 2015, termine entro cui gli operatori finanziari interessati dall’accordo Fatca dovranno inviare le informazioni sui conti finanziari statunitensi concernenti l’anno 2014. Sarà compito dell’Agenzia trasmetterle successivamente all’IRS (Internal Revenue Service), autorità competente USA, nel rispetto degli impegni internazionali.

Per le informazioni relative agli anni seguenti, il termine per la trasmissione all’Agenzia sarà il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

Modalità di comunicazione – I documenti pubblicati oggi contengono le istruzioni per utilizzare il canale telematico attraverso il quale viaggeranno i dati (piattaforma Sid – sistema interscambio dati), in base alle regole fornite con il provvedimento dell’Agenzia del 25 marzo 2013, relativo alle Modalità per la comunicazione integrativa annuale all’archivio dei rapporti finanziari. Inoltre, è incluso il tracciato record Xml che gli operatori finanziari tenuti alla comunicazione dovranno utilizzare e sono indicate le istruzioni per la sua compilazione. Le modalità di invio delle informazioni alle Entrate erano state oggetto di una consultazione pubblica, avviata lo scorso 19 maggio e conclusa a metà giugno, che aveva coinvolto gli operatori finanziari interessati. (Così, comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 29 luglio 2015)

Giuseppe Catapano: Firmato il decreto di attuazione del cosiddetto “Patent Box”

E’ stato firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, il decreto di attuazione del cosiddetto “Patent Box”, che permette una tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (marchi e brevetti).Il nuovo regime si applica a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014. In via transitoria per gli anni d’imposta 2015 e 2016 la percentuale di esclusione dal concorso alla formazione del reddito è fissata, rispettivamente, in misura pari al 30 e al 40 per cento.  Il provvedimento detta la regole di attuazione delregime opzionale di tassazione agevolata – c.d. patent box – introdottocommi da 37 a 45 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (di stabilità 2015). Si tratta dell’esclusione dalla formazione del reddito complessivo di una percentuale (pari, a regime, al 50 per cento) dei redditi derivanti da opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

I redditi che potranno beneficiare della tassazione agevolata sono:

  • le royalties ricevute in relazione allo sfruttamento delle immobilizzazioni immateriali;
  • la quota parte di reddito riferita allo sfruttamento delle immobilizzazioni immateriali impiegate per la produzione di beni o la prestazione di servizi;
  • le plusvalenze derivanti dalla cessione di tali beni, le quali sono interamente esentabili a condizione che almeno il 90 per cento del relativo corrispettivo sia reinvestito in immobilizzazioni assimilabili.

L’opzione dura cinque esercizi sociali, è irrevocabile e rinnovabile e si può esercitare a condizione di essere residenti in Paesi con i quali vige un accordo per evitare la doppia imposizione e vi è un effettivo scambio di informazioni. In caso di utilizzo diretto, il contributo economico di tali beni alla produzione del reddito è determinato sulla base di un apposito accordo con l’Amministrazione finanziaria.

Giuseppe Catapano: Primo sì al decreto omnibus

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Spending review sanitaria da 2,3 miliardi, attraverso la razionalizzazione delle spese per beni e servizi e un giro di vite sulle prescrizioni inappropriate. Via libera al contributo di 50 euro per i pellegrini del Giubileo (si veda ItaliaOggi del 21 luglio). Soluzione-ponte per i funzionari incaricati delle Agenzie fiscali: saranno 578 alle Entrate e 117 alle Dogane e Monopoli le posizioni organizzative che saranno remunerate con l’85% del trattamento economico dirigenziale in attesa che vengano banditi i concorsi da espletare entro il 31 dicembre 2016. Proroga in extremis per i 5 mila lavoratori socialmente utili della regione Calabria. Nato come provvedimento per risolvere le emergenze finanziarie degli enti locali, il dl 78 ha assunto nel passaggio al senato la conformazione di un decreto omnibus imbarcando disposizioni sempre più eterogenee che potrebbero finire sotto la scure del Quirinale. Difficilmente, infatti, il testo, su cui il governo ha chiesto e ottenuto ieri la fiducia (con163 voti favorevoli, 111 contrari e nessun astenuto) cambierà nel passaggio alla camera, visti i tempi stretti imposti dall’imminente pausa estiva.

L’esecutivo ha blindato il decreto presentando un maxiemendamento interamente riproduttivo delle proposte di modifica approvate in commissione bilancio, con alcune novità dell’ultim’ora come, appunto, la soluzione degli Lsu calabresi e una diversa rimodulazione dei fondi alle province. La città metropolitana di Milano riceverà un contributo straordinario di 50 milioni di euro (a fronte dei 60 inizialmente previsti). La differenza, assieme ai 20 milioni stanziati per Torino ma a cui l’ente ha rinunciato, andranno a costituire un fondo di 30 milioni che verrà ripartito tra le province.

Catapano Giuseppe: Roma, Marino vara la nuova giunta. Primo sgambetto da Sel

IGNAZIO MARINO

IGNAZIO MARINO

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha completato la nuova giunta capitolina, in cui sono entrati Marco Causi (vicesindaco con delega al Bilancio), Marco Rossi Doria (assessore a Scuola e

Periferie), Stefano Esposito (Trasporti) e Luigina Di Liegro (Turismo). Causi ed Esposito non lasceranno le loro poltrone da parlamentari ma rinunceranno agli stipendi che spetterebbero loro in Campidoglio. Nata a Gaeta e trasferitasi da piccola con la famiglia negli Usa, Di Liegro e’ nipote di don Luigi, fondatore della Caritas diocesana a Roma, ed e’ stata gia’ assessore alle Politiche della sicurezza del Lazio. Piemontese, parlamentare dal 2008, Esposito e’ noto per le sue posizioni ‘pro Tav’, che in passato gli hanno procurato minacce dal movimento antagonista: il senatore dem e’ anche membro della commissione antimafia e, a seguito dell’inchiesta su Mafia Capitale, commissario del partito nel territorio di Ostia.
Marco Rossi Doria, ex sottosegretario all’Istruzione nei governi Monti e Letta, rimpiazza Paolo Masini.
“Matteo Renzi – ha premesso Marino presentando i nuovi assessori – ha ragione nell’affermare che l’amministrazione di una citta’ vada valutata per cio’ che ha fatto e per cio’ che fa. Quando mi sono insediato, anche se non credevo che avrei trovato una situazione di rigore e legalita’, non immaginavo di trovare le casse vuote, un disavanzo di quasi un miliardo di euro e la criminalita’ organizzata: mancavano solo le mine antiuomo. Non ho mai percepito un pressing per le mie dimissioni – ha proseguito il primo cittadino della capitale – mi sento solido e sento la solidita’ del governo”.
Il sindaco ha poi illustrato il suo “programma di mid-term”, perche’ dopo “due anni per cambiare il modo di governare la citta’, abbiamo tre anni per cambiare la citta’”: le priorita’ sono decoro, mobilita’, trasporti, casa e trasformazione urbana, oltre a Giubileo e Olimpiadi. Sulla pulizia della citta’, Marino ha annunciato l’assunzione di 300 operatori ecologici in piu’, la sostituzione di 60mila cassonetti, una gara sperimentale per lo spazzamento e l’integrazione degli impianti di Ama e Acea per lo smaltimento dei rifiuti. Altro fronte caldo e’ quello dei trasporti, per il quale e’ stato assicurato l’arrivo delle prime 500 auto elettriche del car sharing entro il 2015, per un totale di 2500 entro il 2016; la riapertura entro Pasqua della stazione di Vigna Clara e l’apertura della stazione della Metro C di San Giovanni entro la fine dell’anno prossimo, oltre ai 20 km di piste ciclabili del Grab (Grande raccordo anulare delle bici).
Mentre Marino prova a mantenersi a galla, Sel comincia a mettersi di traverso non partecipando al voto sull’ordine dei lavori dell’Assemblea capitolina, e facendo così cadere il numero legale. Una seduta importante perché comincia l’esame dell’assestamento di Bilancio. Subito dopo l’apertura della seduta, però, consiglieri di Sel escono dall’aula e il numero legale viene a mancare. È il primo segnale di reazione del partito dopo l’estromissione annunciata dalla nuova Giunta, che fa mancare al sindaco la maggioranza al provvedimento che finanzia tutte le misure necessarie alla ripresa necessaria alla città.

Catapano Giuseppe: La tassa sui prelievi al bancomat ci sarà

Non ci sarà alcun ripensamento, da parte de Governo, su quella che è stata battezzata “la tassa sui bancomat”ossia l’ormai famigerato “comma 7 bis” della delega fiscale che va a sanzionare i prelievi non giustificati allo sportello del bancomat. La norma, in particolare, autorFurto-del-bancomat-o-del-pin-banca-responsabile-per-i-prelievi-non-autorizzati-372x248izzerà il fisco a verificare l’uso del contante prelevato dai contribuenti. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Si sta scatenando una vera e propria bufera mediatica sull’intenzione del Governo di ripristinare i controlli sulle somme in uscita dai conti correnti, andando a (ri)tassare – anche pesantemente – tutto ciò che non potrà essere giustificato. Una misura non ancora approvata, ma che, qualora diventi legge, benché con il nobile tentativo di combattere l’evasione fiscale, imbriglierà le mani di tanti possessori di conti correnti bancari e postali.

 La norma si indirizza principalmente a professionisti e titolari di Partite IVA ed è volta a scoraggiare per sempre l’uso del contante: infatti, nel caso di ritiro di banconote dallo sportello del bancomat, le modalità di spesa dello stesso dovranno essere dettagliatamente giustificate al fisco (sempre che quest’ultimo chieda chiarimenti), pena una sanzione che andrà dal 10 al 50% della somma prelevata.

C’è chi parla, allora, di introduzione dell’obbligo di tenuta di libri contabili familiari e personali, con conservazione di scontrini e ricevute per poter documentare, anche a distanza di molto tempo, come sono stati spesi i soldi; c’è chi, invece, continua ad essere scettico sulle possibilità che l’Agenzia delle Entrate effettui controlli di questo tipo, posto peraltro il recente intervento della Corte Costituzionale la quale, solo lo scorso anno, ha liberalizzato tutti i prelievi dal conto corrente per i liberi professionisti. Infatti, non è una novità, per la nostra legge, quella di voler controllare i prelievi. Nella finanziaria del 2005, infatti, approvata dal Governo Berlusconi, fu previsto un provvedimento del tutto simile a quello attuale, poi però dichiarato incostituzionale grazie a un contribuente che, nell’arco di un anno, fu pizzicato a prelevare ben 50mila euro dal bancomat. Il fisco gli chiese spiegazioni e lui non seppe fornirle. Così, il soggetto fece ricorso alla Consulta, vincendo la partita. I giudici della Corte Costituzionale, infatti, gli diedero ragione, stabilendo che la norma in questione andava contro il principio di ragionevolezza e di capacità contributiva. In pratica, la sentenza ha sancito l’illegittimità della presunzione secondo cui i prelievi non giustificati degli esercenti arti e professioni costituissero compensi evasi.

Ora però la stessa norma torna a fare capolino, sebbene in forma corretta e aggiornata, con aggravanti ai danni dei contribuenti. Sull’uso del contante infatti, non scatterebbe più una sorta di presunzione legale da parte del fisco, ma tutti i possessori di partita Iva, sarebbero costretti a dimostrare attraverso giustificativi, l’uso che hanno fatto del cash. Pena, come detto, una sanzione che andrebbe tra il 10 e il 50% della somma ritirata al bancomat.

Detto in altri termini, la novità è che, invece di presumere, in sede di rettifica della dichiarazione dei redditi, che i prelievi siano sempre ricavi in “nero”, ora tali somme saranno esclusivamente colpite da una sanzione commisurata al loro ammontare, ossia dal 10 al 50% della somma stessa. Si tratta, quindi, di una sanzione proporzionata – come fa rilevare la Orlandi, direttrice delle Entrate – alla capacità contributiva de singolo.

In questo modo, i contribuenti saranno costretti a richiedere sempre scontrini e fatture ai venditori e a non accettare mai di pagare in nero. In questo modo, forse, l’intento del Governo di eliminare il contante e contrastare l’evasione sarebbe in parte raggiunto, anche se ad essere principalmente colpita sarebbe la capacità di spesa delle famiglie e la stessa semplicità di utilizzo dei conti correnti: un’imposizione quasi paradossale se si considera che, in numerosi casi, non vengono rilasciati scontrini (si pensi ai distributori automatici, ai giornalai, al pieno di benzina, alle sigarette, ecc.).

Il direttore dell’Agenzia entrate crede allora di rassicurare, quando dice che “non ci sarà la sanzione dal 10% al 50% delle somme prelevate dai conti bancari intestati alle imprese qualora, in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, le modalità di utilizzo di tali prelievi non siano giustificate dalle aziende stesse”. Ma di fatto, non fa che confermare le preoccupazioni. Per milioni di partite IVA il semplice ritiro dicontante al bancomat potrebbe, dunque, a breve, diventare operazione quanto mai sospetta per il nostro fisco.

 

Catapano Giuseppe osserva: Lavoro, Rossi su decreti delega

Si sono tenute il 7 luglio le audizioni sui decreti delega lavoro di rappresentati della Conferenza delle Regioni presso le commissioni lavoro della Camera e del Senato.
Ai due appuntamenti hanno partecipato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, regione che coordina la Commissione lavoro per la Conferenza delle Regioni, Valentina Aprea, assessore all’istruzione formazione e lavoro della Regione Lombardia, Lucia Valente, assessore al lavoro della Regione Lazio, Sebastiano Bruno Caruso, assessore alla famiglia, politiche sociali e lavoro della Regione Siciliana.
“Le Regioni, da tempo, hanno delineato una loro proposta di riorganizzazione dei servizi per il lavoro che superi la frammentazione oggi esistente”, ha ricordato il presidente della Toscana che ha preannunciato l’invio di un documento in sede di Conferenza Stato-Regioni che sarà definito nei prossimi giorni.
“Personalmente – ha spiegato Rossi – sono convinto che la previsione di una rete nazionale dei servizi per il lavoro, articolata su un’Agenzia nazionale e su strutture regionali, recepisca, in linea generale, l’organizzazione proposta dalle Regioni, perché potrebbero comunque essere salvaguardate la programmazione e la gestione dei servizi e delle politiche attive”.
Esistono però alcuni problemi che il presidente della Toscana ha rappresentato ai deputati e ai senatori delle due commissioni. Primo fra tutti “l’indeterminatezza del percorso che sembra essere transitorio e non a regime”.
Rossi ha poi sottolineato l’inadeguatezza delle risorse che vengono messe a disposizione del riordino dei servizi: “non si può scaricare sulle Regioni l’onere del finanziamento dei servizi, onere che fino ad oggi era nella disponibilità dei bilanci delle Province, senza alcun trasferimento di tali risorse alle Regioni”.
Infine la questione del personale. “il decreto, pur sottolineando che le Regioni costituiscono i nuovi Centri per l’Impiego, e caricando su di loro i principali oneri finanziari, non trasferisce il personale dalle Province alle Regioni, determinando tra l’altro anche un problema di incertezza nella stessa gestione del personale. Motivi che testimoniano – ha concluso Rossi – la chiara esigenze di modifica del testo del Decreto Legislativo garantendo adeguate risorse ed il trasferimento del personale”.